02 marzo, 2016

Disegnare il reale. Workshop di editoria artigianale e reportage disegnato

Workshop di editoria artigianale e reportage disegnato
Terranuova Bracciolini (Arezzo)
8-9-10 aprile 2016

In occasione della 6° edizione di Sguardi Sul Reale - Festival del cinema documentario che si svolge a Terranuova B.ni l'associazione culturale Macma ha organizzato un workshop con me e Libri Finti Clandestini

Un weekend tra la Riserva Naturale dell’Arno di Valle dell’Inferno e Bandella e i paesini di Loro Ciuffenna e San Pietro a Gropina, con base al Molino delle Gualchiere, un bellissimo agriturismo ma anche un'associazione no profit che si occupa di disabilità e disagio sociale. 

Il primo giorno, venerdì 8 aprile, è dedicato alla costruzione del proprio taccuino guidati da Libri Finti Clandestini e dalle sue mani esperte: belle idee anche negli altri suoi video.


Sabato e domenica andremo in giro col taccuino per un reportage disegnato che inizierà al Molino delle Gualchiere con uno sguardo sulle loro attività. Andremo poi a San Pietro a Gropina, una delle pievi romaniche più antiche della Toscana, e a Loro Ciuffenna, borgo di origini medievali.



Il terzo giorno è dedicato alla Riserva di Valle dell’Inferno e Bandella con una gita in barca sull'Arno guidati da Samuele, custode della Riserva e narratore di storie, le gole rocciose del fiume Arno, l’Ansa di Bandella e l’Ansa di Castiglioncello, luoghi di sosta e nidificazione di diverse specie protette di uccelli.















Il costo è di 200 euro per workshop+vitto+alloggio,  
scontato a 180 euro per chi si iscrive entro il 3 Marzo e per gli studenti.
Per iscriversi leggere il bando e scrivere a macma.info@gmail.com

Il bando completo in pdf.

Qui la MAPPA DEL WORKSHOPPer chi viene senza macchina è previsto il trasporto da e per la più vicina stazione del treno (MONTEVARCHI-TERRANUOVA).

19 febbraio, 2016

Sri Krishnan Temple a Singapore



Quest'estate a Singapore il mio workshop al Simposio annuale degli Urban Sketchers proponeva un reportage collettivo in due templi - Hindu e Cinese - a Waterloo street. Questa era la prima volta che entravo in un tempio induista e non sapevo nulla dei rituali praticati ne delle infinite divinità che sono raffigurate copiosamente dentro e fuori. Avrei voluto parlare con i monaci o qualche devoto ma inizialmente non trovavo nessuno che parlasse inglese e i disegnatori locali non riuscivano a comunicare con loro nemmeno in cinese. Così si è trattato di un reportage visuale che ho cercato di interpretare dopo, con qualche ricerca.





Siamo capitati nel tempio in un giorno speciale: Garuda Jayanthi o compleanno di Garuda, divinità con le ali di aquila che è raffigurata all'ingresso insieme ad Hanuman, con il volto di scimmia. Durante il rituale un piccolo idolo in un tabernacolo viene inondato da bagni diversi o Abhisheka che alternano acqua a latte, miele, turmeric (in polvere di color giallo intenso), petali di fiori... Al suono di un lungo flauto e battito di tamburo si aggiungono le litanie ipnotiche dei mantra ininterrotte per circa un'ora. Una quantità enorme di liquido giallo finisce per la strada, in un una caditoia realizzata apposta. 

 

Se il contatto ufficiale per chiedere il permesso di disegnare non aveva sortito effetto, nel tempio ci hanno invece accolto calorosamente in una decina di disegnatori (fotografare è proibito): in questo album i disegni del gruppo. In un lungo post su Singapore i disegni dettagliati di Rita Sabler.

Prima di andare siamo stati tutti invitati a mangiare con i devoti il Prasadam, cibo offerto alla divinità e poi consumato insieme dai devoti nel retro del tempio. Dato che dovevo andar via, hanno addirittura insistito perchè accettassi due porzioni di un delizioso pasto vegetariano da portarmi dietro. Qualche settimana dopo, un giovane incontrato nel tempio mi ha fatto sapere per email che anche all'officiante dell'Abhisheka i disegni sono piaciuti molto... meno male!

Qui tutto il mio taccuino.
In inglese la storia più dettagliata su Urban Sketchers.

15 febbraio, 2016

Ink Workshop di Urban Sketchers al Castello Aragonese di Ischia



V Urban Sketchers Workshop a Napoli
29 settembre / 3 ottobre 2016

guest artist Ch'ng Kiah Kiean
instructors Simo Capecchi, Ch'ng Kiah Kiean, Caroline Peyron
art direction Franco Lancio 

in partnership con l'Associazione Amici di Gabriele Mattera
in collaborazione con il parco termale Negombo, Ischia 

**aggiornamento 1 marzo: workshop al completo! - scrivetemi per la lista d'attesa**

La quinta edizione del workshop napoletano di Urban Sketchers sarà di nuovo al Castello Aragonese di Ischia, un luogo ideale per osservare, dipingere e creare in armonia con la natura, un paradiso a 40' dalla città di Napoli. I soggetti non ci mancheranno e anche dopo la fortunata edizione dello scorso ottobre c'è ancora molto da esplorare. 
Il workshop si apre con l'inaugurazione di una mostra personale di Ch'ng Kiah Kiean nella chiesa dell'Immacolata presso il Castello Aragonese di Ischia. Ospite d'eccezione, Kiah Kiean viene dalla Malesia per condividere la sua arte con noi e in suo onore il workshop è dedicato in particolare al bianco e nero e all'inchiostro di China. 


Con Ch'ng Kiah Kiean, artista e urban sketcher malese, ci dedicheremo alla composizione della pagina tra pieni e vuoti e alle infinite varianti della linea con riferimento alla pittura cinese tradizionale, reinterpretata tra le antiche architetture e i panorami dal Castello Aragonese. Un approccio diverso all'uso dell'inchiostro è quello proposto da Caroline Peyron, artista e insegnante dall'energia contagiosa che nell'orto lussureggiante del Castello guiderà i partecipanti a ricrearne le diverse texture e sfumature con la linea e con il pennello. Simo Capecchi suggerisce di concentrarsi sull'aspetto narrativo dei disegni per creare un reportage illustrato dove integrare anche un testo scritto. Ospiti locali con storie interessanti da raccontare sul Castello e sulla loro vita nell'isola si presteranno ad essere ritratti ed intervistati per creare un reportage collettivo, fatto di diversi punti di vista.

instructors / workshops / locations

Ch'ng Kiah Kiean / Disegnare con l'inchiostro e il bastoncino / terrazze del Castello.
I partecipanti saranno guidati a rappresentare l'ambiente in bianco e nero e a rendere tutti i toni di grigio utilizzando dei semplici bastoncini appuntiti a mano, intinti nell'inchiostro di China.

Rio Pereque Acu, Paraty, Brazil 2014
Nella pittura tradizionale cinese lo spazio vuoto gioca un ruolo fondamentale e nella composizione della pagina il bianco può avere lo stesso peso del nero. Kiah Kiean ci aiuterà a lavorare sull'equilibrio tra pieni e vuoti e a lasciare spazi bianchi nei disegni in modo creativo. Utilizzare un bastoncino secco per disegnare ci incoraggia a fabbricare i propri attrezzi da disegno in modo semplice, raccogliendo bastoncini sul posto. 





Sperimenteremo un attrezzo insolito che impedisce di entrare troppo nei dettagli a favore di una evocazione suggestiva del paesaggio. I partecipanti potranno esplorare le delicate variazioni delle linee create dai bastoncini e le velature di diversa intensità da stendere a pennello, utilizzando sempre l'inchiostro di China.

Cihou Fort, Taiwan 2013
Il workshop comincia con schizzi che utilizzano solo la linea seguiti da disegni al tratto e campiture create col pennello asciutto fino a disegni al tratto completati da velature di inchiostro date a pennello. Kiah Kiean introdurrà ogni sessione con delle demo veloci per poi seguire ogni partecipante individualmente.

Guanyin Mountain, Taiwan 2013

Ch’ng Kiah Kiean è nato nel 1974 a George Town, Penang in Malesia. Ha studiato architettura alla University Sains Malaysia e si dedica all'arte, alla grafica e alla fotografia. E' un corrispondente di Urban Sketchers e nel 2010 ha contribuito a fondare il gruppo Urban Sketchers Penang. Ha pubblicato Sketches of Pulo Pinang nel 2009, Line-line Journey nel 2011 e Sketching Penang nel 2014. Sue mostre personali si sono tenute in Malesia e in altri paesi. Questa del Castello Aragonese sarà la sua prima mostra in Italia.
Altre informazioni sul suo sito: www.kiahkiean.com


Caroline Peyron / Ritmo e linee, soffio e velature / orti del Castello Aragonese.
Erasmo da Rotterdam elogia Dürer per come riesce ad esprimere tutto con la sola linea, senza ricorrere ai colori: ombre, luci, scintillio, rilievo… Dürer "dipinge ciò che non puo essere dipinto", persino la voce stessa.
Caroline lavora con l'inchiostro di China da molto tempo e non finisce di scoprire le sue infinite possibilità. Ha la sensazione che l’inchiostro renda non solo la luce ma anche i colori. Lavoreremo sia con l’inchiostro, con bambù e pennello, sia con le penne a sfera (Pilot V5 e V7) per indagare le diverse materie della natura, con le trasparenze, le oscurità, la luce e il vento: cercheremo di rendere il ritmo delle cose attraverso il tratto e il "soffio" della natura con le velature a pennello.

gardens in Naples, 2015
Nelle lingue antiche ciò che importava nei colori era la granulosità, l'intensità, la lucentezza e solo in un secondo momento la tonalità. Nei colori è fondamentale la relazione con la luce. Per esempio in latino esiste ater, il nero opaco e niger, il nero lucido; albus è il bianco opaco e candidus quello luccicante. Poco a poco per dire nero e bianco è rimasto un solo termine ed è stato necessario introdurre gli aggettivi. Disegneremo e dipingeremo nell’orto e nelle vigne del Castello circondati da una grande varietà di piante, alberi, pergolati, osservando le loro diverse tessiture e motivi, con luci e ombre in continuo mutamento. Durante il laboratorio Caroline leggerà anche dei frammenti di testi su questi temi.

vineyards in Provence, France.
Caroline Peyron è un'artista francese che vive a Napoli. Sue mostre personali si sono tenute a Napoli, Roma e Parigi presso numerose istituzioni culturali. L'ultima mostra è stata "Cielo" nella Certosa e Museo di San Martino a Napoli, ottobre 2015. Insegna arte da più di vent'anni presso scuole private e istituzioni come il Museo di Capodimonte e il Museo Archeologico a Napoli. Meet the instructor sul blog di Urban Sketchers.


Simo Capecchi / Storie del Castello, reportage collettivo/ Castello Aragonese e dintorni.
Avere un taccuino tra le mani è una grande opportunità di entrare in relazione con un luogo e con le persone che si incontrano e un buon inizio per raccontare una storia. Aggiungere un testo al disegno è un modo molto efficace per raccontare un incontro interessante, un paesaggio, un evento. In questo workshop cerchiamo di potenziare l'aspetto narrativo dei nostri disegni approfittando di un luogo speciale e profondamente radicato nella memoria collettiva e nella vita degli abitanti dell'isola. 

Live reportage per Ipomea, mostra delle piante rare, Ischia.
Il Castello Aragonese è stato incluso in tanti racconti e diari di viaggiatori e rappresentato da generazioni di artisti in viaggio in Italia. Negli ultimi cinquant'anni dopo un lungo periodo di abbandono è stato progressivamente ristrutturato fino a diventare una delle principali attrazioni turistiche dell'isola. Al suo interno ospita mostre ed eventi culturali ed è la sede dell'Istituto Europeo di Restauro. Il paese di Ischia Ponte, ai piedi del lungo ponte di accesso al Castello Aragonese, nonostante il flusso di turisti è ancora un villaggio di pescatori e un porto protetto dalla mole rocciosa su cui si erge il castello. Sul molo all'alba tutti i giorni si può andare a comprare il pescato della notte.

Live reportage per un laboratorio della Facoltà di Architettura di Napoli, a Riccia (BN)
Incontreremo diverse persone del posto con storie interessanti da raccontare, sul castello o sulla vita nell'isola e li ritrarremo nel loro contesto con una semplice penna e un taccuino. Ai partecipanti saranno dati consigli ed esempi su come organizzare e comporre testo ed immagine sulla pagina in modo da creare ognuno il proprio reportage illustrato.
Il gruppo lavorerà insieme per creare un racconto collettivo fatto di diversi punti di vista ed approcci personali per poi essere pubblicato sul blog di Urban Sketchers o in forma cartacea.

How they make cous-cous at Ennor restaurant in Naples.
Simo Capecchi ha studiato Architettura a Venezia e Napoli dove ora lavora come illustratrice. I suoi disegni sono apparsi su riviste e cataloghi ed esposti in numerose rassegne collettive. Dal 2006 ha curato mostre di taccuini di viaggio, tenuto workshop e corsi di disegno sia in Italia che all'estero con l'associazione Urban Sketchers.  
Altri reportage su Flickr / Vimeo / Issuu. Storie in una pagina per la rivista di viaggi Dove.



La mappa dell'anno scorso su GOOGLE MAP.

PROGRAMMA  (può cambiare per il tempo)

Giovedì 29 settembre
16.00 welcome e check-in al Castello Aragonese
17.00 Ch'ng Kiah Kiean demo sulle terrazze del castello.
18.30 Ch'ng Kiah Kiean opening della mostra nella Chiesa dell'Immacolata

Venerdì 30 settembre
   9.30 - 13.00  (divisi in tre gruppi)
Simo Capecchi, Storie del Castello, un reportage collettivo
Ch'ng Kiah Kiean, Disegnare con inchiostro di China e bastoncino
Caroline Peyron, Ritmo e linee, soffio e velature
   14.00 - 17.30 (tutti insieme)
Il Castello dalla spiaggia - con i tre istruttori
(dopo: giro in barca del Castello, facoltativo e non incluso nel prezzo del workshop).

Sabato 1 ottobre
   9.30 - 13.00  (divisi in tre gruppi)
Simo Capecchi, Storie del Castello, un reportage collettivo
Ch'ng Kiah Kiean, Disegnare con inchiostro di China e bastoncino
Caroline Peyron, Ritmo e linee, soffio e velature
   14.00 - 17.30 (tutti insieme)
Il Castello dalla Torre Michelangelo - con i tre istruttori
(si raggiunge via mare dal pontile del Castello, ritorno a piedi con passeggiata panoramica).

Domenica 2 ottobre
  9.30 - 13.00  (divisi in tre gruppi)
Simo Capecchi, Storie del Castello, un reportage collettivo
Ch'ng Kiah Kiean, Disegnare con inchiostro di China e bastoncino
Caroline Peyron, Ritmo e linee, soffio e velature
   14.00 - 17.30 (tutti insieme)
Itinerario architettonico e naturalistico nel Castello - con i tre istruttori

Lunedì 3 ottobre
10.00 - 16.00  Itinerario botanico e vedute marine dal giardino e parco termale del Negombo, baia di San Montano, Ischia. Tutto il gruppo è invitato ad un swim-and-draw party! Pranzo e ingresso alle terme offerto dal Negombo.
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Costo / iscrizione -  € 240 (includono le ore di workshop secondo il programma).
Il 10% del ricavato è donato all'associazione no profit Urban Sketchers.
Per iscriversi email a: simo.capecchi(at)gmail.com

Partecipanti: max 30 / min 15. Ogni livello di esperienza è benvenuto. Scopo del workshop è la condivisione di diversi approcci ed esperienze e di stimolare l'abitudine a disegnare dal vero e sul posto.
Lingua: Inglese. Traduzione in italiano quando necessario.

Sponsor: Negombo parco termale. Altri saranno annunciati in seguito.

Alloggio: L'Albergo il Monastero, situato all'interno del Castello Aragonese di Ischia, propone ai partecipanti uno sconto del 20% sulle loro tariffe per una camera doppia. Per beneficiare di questa offerta  bisogna prenotare la stanza entro il 31 maggio - le camere disponibili sono poche. Per prenotare scrivere a: ilmonastero(at)castelloaragonese.it 
Altre sistemazioni si possono trovare nella zona di Ischia Ponte antistante il castello oppure sul sito di Airbnb.

vista dall'albergo Il Monastero
Il Castello Aragonese è una antica fortezza situata su un isolotto roccioso collegato all'isola di Ischia da un ponte costruito nel 15° secolo. La cittadella fortificata fu costruita per difendersi dai pirati e rimase per secoli l'insediamento principale dell'isola, ospitando più di mille famiglie, una dozzina di chiese, un convento e la fortezza vera e propria. Più volte bombardata, abbandonata e in seguito adibita a prigione fino al 1860, l'isola e i suoi edifici erano in gran parte in rovina quando fu venduta all'asta e comprata da un privato nel 1912. Opera della famiglia Mattera la lenta ricostruzione e l'apertura al pubblico della gran parte di edifici e giardini, adibiti a spazi per esposizioni, ospitalità e ristorazione.
Nel castello ha abitato il pittore Gabriele Mattera (1929-2005) - a lui si deve la promozione nel castello di importanti mostre d'arte ed eventi culturali fin dagli anni '50.
Visiteremo il suo atelier all'interno del convento, dove sono custoditi centinaia dei suoi dipinti ad olio di grandi dimensioni, guidati dal figlio Nicola in collaborazione con l'Associazione degli Amici di Gabriele Mattera
Nei secoli scorsi il castello Aragonese è stato il soggetto preferito dagli innumerevoli artisti in viaggio in Italia e sbarcati a Ischia e ancora oggi è uno dei luoghi più rappresentati dell'isola.

Foto delle edizioni precedenti del Workshop:



31 gennaio, 2016

Il Castello Aragonese di Ischia, un paradiso per pittori



Quest'anno l'autunno tardava ad arrivare. In settembre ero a Ischia a preparare il workshop annuale di Urban Sketchers, alla ricerca delle vedute più "pittoresche" del Castello Aragonese, il tema del mio laboratorio. Questa sopra è dal versante della spiaggia dei Pescatori. Il castello è un isola nell'isola anche se da qui non si vede, collegato all'isola principale da un lungo pontile. Sullo sfondo si vedono Vivara e Procida e nelle belle giornate anche Napoli e il Vesuvio.

Castello Aragonese

Dalle terrazze del castello, a circa 100 metri sul livello del mare, ci si sente in pace e fuori dal tempo. Ogni punto di vista è magnifico per dipingere. L'ultimo giorno del workshop una tempesta in arrivo ha segnato l'inizio dell'autunno. Con il vento forte affacciarsi da lassù era come sporgersi dal parapetto di una immensa nave.

Castello Aragonese

La chiesa dell'Immacolata era il nostro punto di ritrovo e al suo interno abbiamo esposto i nostri lavori, giorno per giorno. Un luogo impegnativo, per l'ampiezza dello spazio e per i pittori importanti che vi hanno esposto in passato.

Castello Aragonese

Nel castello Aragonese viveva e dipingeva Gabriele Mattera (1929-2005) e nel suo atelier ancora sono stipati centinaia di quadri, bellissimi. A dieci anni dalla morte i suoi figli hanno aperto per noi lo studio di Mattera dove i pennelli e i tubetti di colore stanno ancora sui tavoli. La loro introduzione ai lavori del padre è stata emozionante. Caroline ha condotto un laboratorio all'interno dell'atelier dove a turni abbiamo fatto collage e acquarelli e per tre giorni lo studio è stato animato intensamente.


Castello Aragonese

Nelle stradine del castello ho guidato una passeggiata disegnata, suggerendo soste brevi per rapidi schizzi in ogni angolo interessante. Tra vigneti, chiese (sono cinque in tutto!) edifici, ruderi antichi e gli scorci di panorama c'è veramente troppa scelta!

Castello Aragonese

Tre giornate memorabili tra acquarelli, inchiostro di China ed esperimenti inediti per gran parte dei partecipanti con il collage insieme a Caroline Peyron e con la pittura ad olio insieme a Kelly Medford, in compagnia di Gérard Michel e di Franco Lancio come guest artists e con una trentina di bravissimi partecipanti, da più di 10 paesi diversi. 
E' stata un'edizione così soddisfacente che stiamo pensando di ripeterla, il prossimo ottobre: stesso posto, ospiti e tecniche diverse... stay tuned!

Nello slideshow il nostro gruppo al lavoro e qui i post di Kelly MedfordJenny Adam, Gérard Michel, Birgit Muller e Franco Lancio.

In english on Urban Sketchers.



26 gennaio, 2016

A Napoli, nella fabbrica degli angeli

Laboratorio di Marco Ferrigno

Non ero mai entrata in una delle botteghe di San Gregorio Armeno a Napoli, anche se abito in questa città da tanti anni. Quando a casa è capitata la statua di un angelo destinata ad un amico inglese appassionato conoscitore di Napoli ho potuto osservare da vicino un pezzo del Presepe per la prima volta. Alto circa 35 centimetri, quest'angelo ha il corpo flessibile in fil di ferro ricoperto di canapa, le mani, i piedi e la testa in terracotta, ali in legno e vestiti in seta. E, impossibili da rendere col disegno, occhi in vetro che sembrano vivi. Devi andare al laboratorio, ti piacerà sicuramente - ha detto E.

Per fortuna era la fine di ottobre e la strada dei presepi si poteva ancora percorrere mentre da novembre diventa ogni giorno più affollata fino a risultare inaccessibile durante il periodo natalizio. Marco Ferrigno e i suoi collaboratori mi accolgono cordialmente e passo la giornata a disegnare e fare domande mentre loro continuano a lavorare nonostante il flusso di visitatori già abbastanza sostenuto.

Laboratorio di Marco Ferrigno

La realizzazione delle statuette è un processo complesso che coinvolge tante persone in tempi e luoghi diversi ma il cuore sembra essere via San Gregorio Armeno. Una filiera articolata in cui ci sono lavorazioni che si tramandano da generazioni e qualche innovazione, soprattutto nei soggetti rappresentati. Nella bottega di Marco ferrigno molte delle fasi vengono svolte davanti ai visitatori in piccoli spazi ricavati tra l'esposizione  e la vendita dei presepi. In una stanzetta al secondo piano posso vedere una buona parte della lavorazione. 
Dinesh è un'artista cingalese che riproduce in creta ritratti a qualsiasi scala. I personaggi tradizionali sono tratti da modelli settecenteschi visti dal vero o sui libri ma il laboratorio realizza anche statue personalizzate da fotografie per chi nel Presepe vuole inserire se stesso o un parente. Penso ad una degenerazione dell'era dei selfie, ma in fondo i committenti di arte sacra già nei tempi antichi si facevano ritrarre e includere nella scena.
Ci sono statuette intramontabili come i Pulcinella a qualunque scala o come Totò e Maradona e personaggi contemporanei destinati ad essere sostituiti come calciatori, cantanti, attori o politici. Mi colpiscono molto un Gatto e una Volpe, parte di una serie dedicata alle favole. Mi sembra di essere tra la casa di Babbo Natale, il Paese delle Meraviglie e la Fabbrica di Cioccolato.

Laboratorio di Marco Ferrigno

Abbarbicato in cima allo "scoglio" di un Presepe molto elaborato Luca maneggia minuscole sfere di cristallo: riesce ad ottenere uno o due paia di occhi intagliando una sfera di pochi millimetri che in seguito dipinge sul retro con vari strati di colore per la pupilla, l'iride e il cristallino - queste porzioni di sfera sono così piccole che si può applicare il colore solo con la punta di uno stuzzicadenti. Nel suo impressionante repertorio sono inclusi occhi umani e di animali come cani, gatti o pecore, di diverse dimensioni e colori. Siamo solo in due in Campania a saperlo fare - dice Luca che rifornisce di occhi anche altre botteghe della zona. Ha iniziato a fare pratica nella bottega dello zio quando aveva solo dodici anni e col tempo si è inventato una serie di trucchi per perfezionare questa sua arte. Ci sono persone che pagherebbero per vedermi lavorare - dice mentre mi permette di affacciarmi in cima alla scaletta.

Laboratorio di Marco Ferrigno

Teo lavora qui da più di dieci anni, viene dalla Bulgaria e a lui spetta il compito di applicare gli occhi di cristallo alle teste in terracotta e rifinirle con palpebre di dimensione infinitesima. Poi si passa alla colorazione, diversi strati per ottenere il giusto tono di incarnato e finitura a cera per dare un aspetto più invecchiato e naturale. Tra le lavorazioni che si svolgono all'esterno, quella della vestizione a cui contribuisce la moglie di Teo, da casa. I drappi di seta sono bagnati nel caffè e rifiniti con fil di ferro sottile sui bordi per poterli modellare. Nel frattempo minuscole fiaschette di vino, cestini di frutta, strumenti musicali, mani e piedi in terracotta e teste di pulcinella arrivano o escono dalla stanza mentre chiunque entri non può resistere dal fare domande alle quali i giovani artigiani avranno risposto migliaia di volte. 
Alla fine della giornata avevo materiale sufficiente e un tema perfetto per l'illustrazione di dicembre per la mia rubrica mensile sulla rivista Dove.

Grazie per la foto a Sonia Lenzi che mi ha accompagnato. 
Nell'immagine, Giusi al lavoro su una statuetta di Gabbiadini.
PS: recensione di Pasquale Raicaldo su La Repubblica Napoli web.

In inglese su Urban Sketchers.
Naples / December 2015

Laboratorio di Marco Ferrigno. © Copyright Sonia Lenzi.

04 novembre, 2015

Al Mercato Centrale di Phnom Penh

Phnom Penh

Prima di raggiungere Siem Reap e i templi di Angkor Wat ci siamo fermati due giorni nella capitale - un'idea di Lapin per non catapultarci subito tra la massa dei turisti.
Sulla copertina del taccuino disegno la vista da un angolo di strada vicino al Mercato Centrale di Phnom Penh, un edificio Art Decò realizzato da un architetto francese nel 1937 e restaurato recentemente. Con la sua enorme cupola da cui si dipartono quattro bracci principali è diventato uno dei simboli della città. Il traffico intorno è caotico e il miscuglio di auto, camioncini, vespe e Tuc Tuc mi ricorda la mia città ma ecco un record: in 5 su una vespa, forse a Napoli non ne sono capaci!

Central Market

Per sfuggire al caldo soffocante per qualche ora andiamo in un caffè panoramico in uno dei grattacieli intorno al Marche Central. In primo piano la cupola giallina del mercato e nello skyline tra le costruzioni recenti si intravede la sagoma di un tempio khmer.

near the Central Market

Comodamente seduta posso curiosare tra i tetti degli edifici vicini e le attività che vi si svolgono. Un ragazzo lava la biancheria (forse sono le tovaglie di un ristorante) schiacciandola con i piedi in una larga bacinella e poi la stende, mentre chiacchiera con una ragazza nel terrazzo a fianco. Lei invece sta lavando il cane con la pompa dell'acqua e poi passa ad innaffiare le piante, nel suo e nei due terrazzi comunicanti con scale e scalette. Prima ha controllato diversi cesti con qualcosa a seccare, frutta o pesce come se ne vede nei mercati del posto. Al piano di sotto, un balcone è utilizzato come una vera camera da letto all'aperto - la notte la temperatura scende, anche se solo di qualche grado.

Central Market

Scendiamo al Mercato Centrale, dove si vende assolutamente di tutto, e restiamo affascinati dall'ala dei tessuti e della sartoria. Sono quasi tutte donne e passando l'intera giornata al lavoro si sono organizzate per svolgere in spazi minuscoli faccende quotidiane come dar da mangiare ai figli, cambiargli i pannolini, fare un pisolino oppure giocare a carte, se non ci sono clienti attorno. Veniamo accolti, Lapin guadagna una sedia, io un ventilatore, indispensabile e onnipresente attrezzo. I bambini come sempre vogliono il ritratto.

Central Market

Anche la parte del mercato dedicata al cibo è interessante. La frutta e il pesce, sia freschi che secchi, sono insoliti. Scopro il durian, sorta di ananas con un odore impossibile, e il dragon fruit, delizioso.

Royal Palace

Verso sera ci fermiamo sul prato lungo il fiume davanti al Palazzo Reale dove molte persone si riposano e cercano il fresco - siamo sempre sopra ai 35°.

Archeological museum

Al Museo Nazionale, anche questo costruito dai francesi ma in stile tradizionale khmer, cerco di familiarizzare con divinità hindu e buddiste, scolpite magnificamente, prima di visitare i templi da cui molte provenivano.

Altri miei disegni della Cambogia su flickr.
Qui invece il reportage di Lapin con inevitabilmente gli stessi soggetti ma in perfetto stile Lapin!

16 settembre, 2015

Angkor Wat come sfondo per selfie

Ta Prohm / Angkor Wat

Quattro giorni in Cambogia sono una pazzia, soprattutto a luglio, nella stagione delle pioggie. Ma ero a Singapore e ho seguito un gruppo di amici disegnatori e non me ne sono pentita.

Angkor Wat

Il sito archeologico vicino a Siem Reap è immenso. Con l'amico Lapin abbiamo scelto tre templi: Angkor Wat, che da il nome a tutta l'area, Ta Prohm (quello famoso per via di Tomb Rider...) e Bayon, il tempio dai mille volti di Budda.

Angkor Wat

Disegnare è stato difficile, per via del caldo soffocante, della sveglia alle 5 di mattina per non fare la coda, dell'assenza di ombre e di contrasti per via del clima umido e nuvoloso, ma ognuno ha i suoi rituali... Il nostro in questo caso si è intersecato con il rito più diffuso oggi: quello del selfie.

Ta Prohm

Ta Prohm

Per qualche strano motivo siamo stati presi di mira, assieme ai templi, in un modo così invadente da essere costretti a volte a chiudere il quaderno per avere un po' di tregua. Due milioni di visitatori all'anno, un flusso ininterrotto di persone che rendono omaggio ai templi agitando, invece che i bastoncini di incenso, le prolunghe dei telefonini.

I divieti elencati all'ingresso di Angkor Wat danno l'idea dei comportamenti dei visitatori in questo immenso sito archeologico e luogo sacro: non gridare, non entrare in costume da bagno, non arrampicarsi sulle statue, non sedersi a cavallo dei Naga (il dio serpente, che circonda i templi come una balaustra), non dare soldi ai bambini del posto (per non incoraggiarli a saltare la scuola)...  e non farsi i selfie con i monaci - "I monaci sono riveriti e rispettati. Le donne non devono avvicinarli ne sedersi accanto a loro. Se proprio volete fotografarli chiedete prima il permesso".

E' stato bello quando un monaco è venuto a sedersi accanto a me per sfogliare il mio taccuino. Avrei avuto un milione di domande da fargli ma purtroppo non parlava inglese.  E' riuscito comunque a dirmi che avrei dovuto stare più a lungo e che in fondo i soldi (per prolungare il viaggio) non sono così importanti.

In Cambogia, dopo i tragici eventi degli anni Settanta, il boom di visitatori è recente. La povertà è molto visibile. Le persone che abbiamo incontrato erano comunque molto gentili e rispettose. Al contrario dei turisti, che pure sono necessari.

Bayon

In English on Urban Sketchers.